Cancellato non significa perduto
Un messaggio eliminato, una foto sparita, una chat svuotata alla vigilia di un procedimento: in molti casi i contenuti cancellati lasciano tracce recuperabili. Il recupero forense tenta di riportarli alla luce con strumenti dedicati e — quello che conta in giudizio — con un metodo documentato che ne descrive provenienza e limiti.
Da cosa dipende l’esito
- Tempo trascorso— prima si interviene, più alte sono le probabilità.
- Uso del dispositivo— ogni nuovo dato scritto può sovrascrivere ciò che si vorrebbe recuperare: l’uso va sospeso subito.
- Tipo di dispositivo e sistema— smartphone, computer e supporti diversi offrono possibilità diverse.
Come lavoriamo
Si parte da una copia forense del dispositivo, sulla quale vengono applicati gli strumenti di recupero: l’originale non subisce ulteriori scritture. I contenuti riportati alla luce vengono estratti con i metadati disponibili e descritti in una relazione tecnica che dichiara metodo, riscontri e limiti. Il recupero si integra spesso con l’ analisi forense dello smartphonee l’acquisizione delle chat.
Domande frequenti
I messaggi cancellati si recuperano sempre?
No, e diffida di chi lo promette. Le probabilità dipendono dal dispositivo, dal tempo trascorso e soprattutto dall'uso successivo alla cancellazione: ogni nuovo dato scritto può sovrascrivere ciò che si vorrebbe recuperare. Per questo la prima regola è smettere di usare il dispositivo.
Il recupero vale anche in giudizio?
I contenuti recuperati vengono estratti con strumenti forensi e documentati in relazione: modalità di recupero, integrità verificabile e limiti dichiarati. È questa forma a renderli utilizzabili nel procedimento.
Cosa si può tentare di recuperare?
Messaggi e chat, fotografie e video, documenti, cronologie: dipende dal dispositivo e dal caso. Dopo una valutazione preliminare ti diciamo cosa è realisticamente recuperabile nella tua situazione.

